Negli ultimi giorni, la situazione internazionale è diventata improvvisamente un po' "tesa", non solo per la questione della Groenlandia, ma anche per un'azione economica inaspettata: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre dazi fino al 200% su vino e champagne francesi. Non si tratta di una voce, ma di dichiarazioni ufficiali, e coinvolge il commercio globale e il gioco politico.
Prima di tutto, chiarire il ritmo principale:
👉 A partire dal 1 febbraio, gli Stati Uniti prevedono di imporre un dazio del 10% su tutti i beni importati dagli Stati Uniti provenienti da 8 paesi europei: Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia;
👉 Se non verrà raggiunto un accordo sulla questione della Groenlandia entro il 1 giugno, l'aliquota potrebbe aumentare ulteriormente al 25%.
👉 Allo stesso tempo, Trump ha adottato un atteggiamento più duro nei confronti della Francia, dichiarando pubblicamente che impone dazi del 200% su vino e champagne francesi.
Il contesto del problema è che l'amministrazione Trump ha avuto gravi divergenze con diversi paesi europei sulla questione della Groenlandia, e l'Europa ha espresso pubblicamente un atteggiamento fermo. A seguito di ciò, l'Unione Europea sta considerando misure di ritorsione equivalenti sui beni americani del valore di quasi 93 miliardi di euro, inclusi dazi.
Questo conflitto tariffario su larga scala, se dovesse realmente concretizzarsi, potrebbe avere reazioni a catena sulle catene commerciali globali, sulla struttura dei costi e sulle aspettative del mercato. Le frizioni simili del passato non hanno solo influenzato le esportazioni di alcolici, ma potrebbero anche scatenare un'ondata di ritorsioni tariffarie a livello globale; tali fluttuazioni a volte possono avere effetti più profondi rispetto a eventi singoli nei mercati finanziari.
Naturalmente, ora tutti stanno osservando come si svilupperà il gioco tra le due parti, se continuerà a intensificarsi o tornerà al tavolo delle trattative, ma indipendentemente dal risultato, questo tipo di combinazione "commercio + politica" avrà sicuramente un impatto sulla fiducia del mercato e sulla propensione al rischio.
