Ieri sera ho fatto qualcosa di piuttosto inutile su OpenLedger. Ho aperto alcune posizioni di liquidità in vari posti e ho cercato di osservarle senza preoccuparmi da dove provenissero. La parte strana è che più cercavo di separarli, meno quella distinzione sembrava avere importanza. OpenLedger continuava a distogliere la mia attenzione dai pool e verso i legami tra la liquidità stessa.
Più guardavo attraverso OpenLedger, più diventava ovvio un problema familiare di DeFi. Ogni protocollo ha ancora la sua liquidità, utenti e regole. Il capitale siede in un posto mentre la domanda si manifesta altrove. Un protocollo ha liquidità in eccesso, un altro ne ha bisogno. Attraverso OpenLedger, la liquidità ha cominciato a sembrare meno un mercato unificato e più sistemi frammentati che operano fianco a fianco.
È qui che OpenLedger ha iniziato a sembrare diverso.
Se DeFi oggi sembra come stagni isolati, OpenLedger sembra stia cercando di trasformarli in un sistema fluviale connesso. Non sembra focalizzarsi sui singoli pool tanto quanto sulle relazioni tra di essi. Una volta che ho iniziato a guardarlo in quel modo, la domanda è cambiata. Ha smesso di essere “dove si trova la liquidità?” ed è diventata “a cosa è connessa la liquidità?”
Quella svolta sembra più grande di quanto non sembri. In OpenLedger, il valore non sembra più legato solo ai singoli pool. Ciò che inizia a contare è se la liquidità può esistere come parte di una rete più ampia invece di pool isolati.
Ecco perché OpenLedger si sente più vicino alle reti di liquidità rispetto alle app autonome. Se DeFi continua a scalare attraverso protocolli separati, la frammentazione scala con essa. Ma se la liquidità inizia a esistere come una rete, il centro di gravità si sposta dalle singole applicazioni alle connessioni tra di esse.
OpenLedger non sta solo connettendo i pool di liquidità. Sta avanzando verso un tessuto di liquidità interconnesso dove il valore emerge dalle connessioni stesse. A quel punto, OpenLedger è definito meno dai pool individuali e più dalla rete di liquidità che sta aiutando a formare.
#OpenLedger @OpenLedger $OPEN $LAB
Più guardavo attraverso OpenLedger, più diventava ovvio un problema familiare di DeFi. Ogni protocollo ha ancora la sua liquidità, utenti e regole. Il capitale siede in un posto mentre la domanda si manifesta altrove. Un protocollo ha liquidità in eccesso, un altro ne ha bisogno. Attraverso OpenLedger, la liquidità ha cominciato a sembrare meno un mercato unificato e più sistemi frammentati che operano fianco a fianco.
È qui che OpenLedger ha iniziato a sembrare diverso.
Se DeFi oggi sembra come stagni isolati, OpenLedger sembra stia cercando di trasformarli in un sistema fluviale connesso. Non sembra focalizzarsi sui singoli pool tanto quanto sulle relazioni tra di essi. Una volta che ho iniziato a guardarlo in quel modo, la domanda è cambiata. Ha smesso di essere “dove si trova la liquidità?” ed è diventata “a cosa è connessa la liquidità?”
Quella svolta sembra più grande di quanto non sembri. In OpenLedger, il valore non sembra più legato solo ai singoli pool. Ciò che inizia a contare è se la liquidità può esistere come parte di una rete più ampia invece di pool isolati.
Ecco perché OpenLedger si sente più vicino alle reti di liquidità rispetto alle app autonome. Se DeFi continua a scalare attraverso protocolli separati, la frammentazione scala con essa. Ma se la liquidità inizia a esistere come una rete, il centro di gravità si sposta dalle singole applicazioni alle connessioni tra di esse.
OpenLedger non sta solo connettendo i pool di liquidità. Sta avanzando verso un tessuto di liquidità interconnesso dove il valore emerge dalle connessioni stesse. A quel punto, OpenLedger è definito meno dai pool individuali e più dalla rete di liquidità che sta aiutando a formare.
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