Vedo che c'è un'abitudine nei progetti, ogni volta che qualcuno inizia a parlare di robot che cambiano il mondo, di solito lo considero un romanzo di fantascienza. Perché nella realtà degli scenari industriali, la cosa più costosa non è mai la potenza di calcolo, ma è il "confine della responsabilità".

Supponiamo che tu faccia lavorare un robot per spostare un wafer di precisione del valore di un milione, se per caso il robot trema, di chi è la responsabilità? Dell'algoritmo? Del fornitore? O di quel fornitore di dati sconosciuto?

Negli ultimi giorni ho esaminato il fondo logico di @Fabric Foundation e ho scoperto che in realtà sta facendo da "arbitro degli algoritmi". La sua logica di staking $ROBO non è fondamentalmente per bloccare fondi per il mercato, ma per garantire un'assicurazione di responsabilità professionale a ogni macchina che si connette alla rete. Più grande è il lavoro che accetti, più criptovalute devi mettere in staking.

Non è un problema tecnico, è il modo più antico "collaterale di credito".

In questo sistema, la conferma di ogni compito non si basa su "ti credo", ma su un rigoroso controllo di campionamento casuale. Se un robot combina un pasticcio, il livello del protocollo confiscerebbe direttamente il deposito per il risarcimento, senza necessità di contenziosi, senza necessità di cause legali. Questa durezza del "codice come sentenza" è la condizione preliminare affinché Fabric possa essere implementato su larga scala quest'anno.

Prima di risolvere "chi risarcisce", parliamo di "chi lavora", questa è la logica dura a livello commerciale.

#robo