Vi siete mai chiesti perché il bitcoin dovrebbe costare $100.000? O almeno qualcosa? Cosa c'è di così unico in esso da giustificare queste cifre?

Ha codice aperto. Qualsiasi persona con conoscenze tecniche minime può copiarlo, apportare qualche modifica, chiamarlo "Bitcoin 2.0" — e voilà, ecco a voi una nuova moneta "rivoluzionaria". Perché allora l'originale vale decine di migliaia di dollari, mentre un clone vale pochi spiccioli?

Dove è la logica?

Ci hanno raccontato che il bitcoin è stato creato per pagamenti economici, veloci e indipendenti. E invece, le commissioni arrivano a decine di dollari, le transazioni possono durare ore. Dove è quella "rivoluzione dei pagamenti" che ci era stata promessa?

Forse tutto questo è una bella favola. Una storia per attirare il maggior numero possibile di persone comuni. Affinché portino lì i loro soldi nella speranza di "non perdere l'occasione". E alla fine, qualcuno venderà ai massimi, mentre qualcun altro rimarrà a tenere al picco della propria avidità.

A volte sembra che il bitcoin sia solo un altro strumento. Non tanto finanziario, quanto psicologico. Uno strumento per gestire l'attenzione, le emozioni, l'avidità. E finché le persone credono, il prezzo regge. E quando la fede svanisce, rimane solo codice aperto. Che si poteva copiare fin dall'inizio. $BTC #btc #bitcoin

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