Nella Dakota del Sud, negli Stati Uniti, è apparso un progetto di legge diverso, uai. Il famoso House Bill 1155, presentato dal deputato Manhart, vuole permettere allo stato di investire una parte del denaro pubblico in Bitcoin, la valuta digitale più famosa del momento.

L'idea è di modificare la legge per consentire al Consiglio degli Investimenti dello Stato di investire fino al 10% delle risorse in Bitcoin. Il testo spiega chiaramente cosa sia questo affare: parla della rete blockchain che è iniziata il 3 gennaio 2009 e che si mantiene solida grazie alla prova di lavoro accumulata. E guarda un po': non c'è spazio per altre valute digitali, né altcoin, né stablecoin, solo Bitcoin.

Il progetto arriva persino a parlare della cosiddetta "chiave privata", che è come se fosse una password segreta che solo il proprietario conosce, utilizzata per firmare le transazioni. E non si tratta solo di autorizzare l'acquisto, sai? Il testo stabilisce regole di sicurezza per custodire il Bitcoin: può essere custodia diretta, con il governo stesso a tenere le chiavi, o custodia qualificata, effettuata da banche e aziende regolate. C'è anche l'opzione di utilizzare ETF, che lasciano la custodia degli attivi agli emittenti dei prodotti finanziari.

Per chi opta per la custodia diretta, la legge richiede un sistema ben protetto: chiavi private custodite in un ambiente sicuro, autenticazione senza password, archiviazione in almeno due data center diversi e audit costanti per garantire che tutto funzioni correttamente.

Se questo progetto passerà, il Dakota del Sud sarà in vantaggio rispetto agli altri stati americani, diversificando le sue riserve con Bitcoin e dimostrando di seguire l'onda di adozione istituzionale che promette di crescere nel 2026.