Trump usa i dazi come arma; l'UE potrebbe reagire con "strumenti anticoercitivi".
In risposta ai dazi imposti dal presidente statunitense Trump su merci provenienti da diversi paesi europei, l'Unione Europea sta valutando attivamente l'utilizzo del suo Strumento Anti-Coercizione (ACI). In precedenza, il 17 gennaio, l'amministrazione Trump aveva annunciato che a partire dal 1° febbraio avrebbe imposto un dazio del 10% sulle merci importate da otto paesi europei – Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia – e aveva pianificato di aumentare il dazio al 25% dal 1° giugno, fino al raggiungimento di un accordo sull'"acquisto totale e totale della Groenlandia" da parte degli Stati Uniti.
La Commissione europea ha già proposto il Quadro di cooperazione ad hoc (ACI) per contrastare la coercizione commerciale. Essendo l'arma più potente dell'UE contro la coercizione economica o commerciale da parte di paesi terzi, l'ACI, una volta attivato, potrebbe innescare una serie di misure punitive. Queste misure potrebbero includere l'imposizione di nuove tasse ai giganti tecnologici statunitensi, la limitazione degli investimenti statunitensi in Europa e il divieto per le aziende statunitensi di partecipare alle gare d'appalto pubbliche.