L'IMPENNATA DELL'ORO IN RUSSIA: Un Record Che Scuote il Mondo Finanziario
Le riserve auree della Russia hanno raggiunto un massimo storico, segnando uno dei guadagni più drammatici nel valore del metallo prezioso sovrano negli ultimi anni, e rimodellando il modo in cui i mercati vedono le strategie di riserva nazionali. Secondo la Banca Centrale della Russia, le partecipazioni auree della nazione sono aumentate di un record di $130 miliardi nell'ultimo anno, principalmente guidate dall'aumento dei prezzi globali dell'oro che sono aumentati bruscamente. All'inizio del 2026, l'oro detenuto nelle riserve della Russia è valutato a circa $326.5 miliardi, rispetto ai circa $195.7 miliardi dell'anno precedente. L'oro ora rappresenta circa il 43.3 % delle riserve internazionali totali della Russia, la quota più alta dagli anni '90.
Questa impennata nella valutazione avviene in un contesto di un rally globale dell'oro, con i prezzi che sono saliti fino al 70 % nell'ultimo anno in risposta a tensioni geopolitiche, acquisti da parte delle banche centrali e domanda di beni rifugio. Quel rally ha spinto l'oro spot a livelli storicamente elevati, rafforzando il suo ruolo come asset rifugio in mezzo a incertezze economiche e politiche.
Gli analisti affermano che l'enfasi della Russia sull'accumulo di oro riflette una diversificazione strategica lontano dalle tradizionali partecipazioni in valuta e una risposta alle sanzioni occidentali che limitano l'accesso ai sistemi finanziari esteri. Rafforzando la sua quota di oro e detenendo una delle più grandi riserve auree del mondo (oltre 2.300 tonnellate), la Russia sta rafforzando i suoi cuscinetti finanziari e riducendo la vulnerabilità a sanzioni o pressioni valutarie.
Perché questo è importante: la valutazione record dell'oro in Russia non solo evidenzia le strategie di riserva in evoluzione tra le principali economie, ma segnala anche come i metalli preziosi stiano giocando un ruolo chiave nella stabilità finanziaria globale, nella gestione delle riserve e nella finanza geopolitica nel 2026.