A gennaio 2026, Coinbase ha ritirato il suo sostegno alla Legge CLARITY (o Digital Asset Market Clarity Act), un progetto di legge chiave del Senato degli Stati Uniti progettato per regolare il mercato delle criptoattività. Questa decisione ha costretto il Comitato Bancario del Senato a rinviare il voto e la revisione della proposta programmata per il 15 gennaio 2026.
Motivi del rifiuto
Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha sostenuto che l'azienda preferisce "nessuna legge a una cattiva legge". Le principali ragioni citate sono state:
Divieto di azioni tokenizzate: La bozza includeva restrizioni che Coinbase considerava un "divieto di fatto" per questo settore.
Indebolimento della CFTC: La versione finale conferiva maggiori poteri regolatori alla SEC, allontanandosi dall'equilibrio cercato con la CFTC.
Restrizioni a DeFi e Stablecoins: Sono state introdotte emendamenti che limiterebbero i rendimenti passivi delle stablecoins e influenzerebbero la privacy nelle finanze decentralizzate (DeFi).
Conflitto con le banche: Coinbase ha accusato le istituzioni bancarie tradizionali di cercare di includere misure per limitare la concorrenza delle criptoaziende.
Conseguenze attuali
Incertezza legislativa: Anche se la legge era già passata dalla Camera dei Rappresentanti nel 2025, il rifiuto di Coinbase ha sollevato dubbi su se il progetto potrà avanzare al Senato prima del 2027.
Frattura nell'industria: Mentre Coinbase ha guidato l'opposizione, altre aziende come Ripple hanno mantenuto il loro supporto, rivelando profonde divisioni nel settore cripto su come dovrebbe essere la regolamentazione federale.
Tensioni politiche: Sono state segnalate frizioni tra Coinbase e la Casa Bianca per questa decisione unilaterale, anche se Armstrong ha negato una rottura totale e afferma che i negoziati continuano.
Per ulteriori dettagli, puoi consultare il monitoraggio legislativo sul sito ufficiale di Coinbase Policy o gli aggiornamenti del Comitato Bancario del Senato.
