Il presidente Donald Trump ha impiegato un "libretto delle tariffe" coerente, ad alto rischio e spesso criticato per promuovere i suoi obiettivi economici e geopolitici, recentemente minacciando tariffe del 10-25% sulle nazioni europee nel 2026 per spingere all'acquisto della Groenlandia. Questa strategia tratta il commercio, e specificamente le tariffe, non solo come uno strumento economico, ma come una leva "multifunzionale" per la coercizione, intesa a costringere i partner a sedersi al tavolo delle trattative su questioni che vanno dal territorio alla sicurezza dei confini. 

I componenti principali del "libretto delle tariffe"

Secondo l'analisi delle sue tattiche, il libretto include diversi passaggi coerenti: 

Ancoraggio estremo e minacce: Trump inizia annunciando tassi tariffari elevati, spesso estremi (a volte del 25% o superiori) per creare una pressione massima immediata e "scuotere le posizioni deboli".

L'annuncio del fine settimana: Gli annunci avvengono frequentemente di venerdì o durante il fine settimana per massimizzare l'impatto psicologico mentre i mercati sono chiusi.

Periodo di buffer per la negoziazione: Fornisce un periodo di buffer di 2-3 settimane prima che le tariffe entrino effettivamente in vigore, dando tempo al paese target di offrire concessioni.

Collegamento coercitivo: Le tariffe sono utilizzate per forzare azioni su questioni non commerciali, come la richiesta della Groenlandia dalla Danimarca o la pressione sul Messico per gestire l'immigrazione.

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