Le memecoins suscitano una particolare miscela di curiosità, euforia e urgenza. Aumentano rapidamente, calano rapidamente e generano la sensazione costante che “se non entri ora, te lo perdi”. Di fronte a questo scenario, molti si pongono la stessa domanda: è meglio operare memecoins in Spot o in Futures? La risposta non è assoluta. Dipende dall'obiettivo, dal controllo del rischio e, soprattutto, dalla comprensione di ciò che si sta realmente operando.
Prima di tutto, è importante chiarire cosa sono le memecoins nella pratica. Non si muovono principalmente per fondamenti, ma per narrazione, attenzione e liquidità. Il loro prezzo risponde più al flusso di persone che entrano ed escono che a uno sviluppo tecnologico sostenuto. Questo le rende estremamente volatili ed emotivamente impegnative. Qualsiasi decisione su Spot o Futures deve partire da questo punto.
Comprare memecoins in Spot significa acquisire l'attivo direttamente. Qui non ci sono liquidazioni né pressione temporale. Se il prezzo scende, continui ad avere la moneta. Questo riduce il rischio strutturale e rende Spot, in generale, l'ambiente meno pericoloso per questo tipo di attivi. Spot è più adatto a chi comprende che la volatilità può essere brutale, ma preferisce non esporsi a meccanismi che amplificano l'errore. Il problema di Spot è psicologico: molti non sanno quando uscire, si innamorano dell'attivo o confondono una moda passeggera con una tendenza duratura.
Operare memecoins in Futures, invece, è un'altra storia. Qui non compri la moneta; operi il suo prezzo. Questo introduce variabili aggiuntive come liquidazione, funding, margine e pressione temporale. In attivi così volatili, Futures amplifica sia il guadagno che la perdita. Non è “più redditizio” per definizione, è più esigente. Richiede lettura chiara del contesto, disciplina rigorosa e una gestione del rischio che non ammette improvvisazione. Per molti, Futures non fallisce per il mercato, ma per la sovraesposizione.
Quindi, cosa è meglio? Da una prospettiva di sopravvivenza e apprendimento, Spot è spesso la migliore porta d'ingresso per le memecoins. Permette di capire come si muove il prezzo, come reagiscono le masse e come cambia la narrativa senza lo stress di una liquidazione immediata. Futures, al contrario, ha senso solo quando l'operatore già domina il suo metodo, accetta che l'errore è parte del processo e opera con regole chiare.
La strategia più sensata non inizia scegliendo Spot o Futures, inizia definendo cosa stai cercando. Se cerchi esposizione controllata a una narrativa, Spot è coerente. Se cerchi di sfruttare movimenti specifici con un piano definito e un rischio limitato, Futures può avere senso, ma solo a condizioni rigorose. In entrambi i casi, la chiave non è lo strumento, ma la gestione della dimensione e del rischio.
Una buona strategia trasversale è questa: trattare le memecoins come operazioni tattiche, non come investimenti strutturali. In Spot, usare dimensioni piccole e assumere che la volatilità è parte del gioco. In Futures, dare priorità alla precisione rispetto alla frequenza e accettare che non tutti i movimenti devono essere operati. La pazienza qui è un vantaggio competitivo.
L'errore più comune è confondere facilità di accesso con facilità di risultati. Che una memecoin sia disponibile in Futures non significa che debba essere operata lì. E che Spot sembri “più sicuro” non significa che non abbia rischio. La differenza reale sta in come ogni ambiente punisce gli errori.
In conclusione, non si tratta di se Spot o Futures sia “migliore”, ma di quale sia coerente con il tuo livello, il tuo metodo e il tuo obiettivo. Le memecoins non perdonano l'improvvisazione. Chi le opera con struttura capisce che lo strumento è secondario; ciò che conta è sopravvivere al ciclo, imparare dal movimento e rimanere nel gioco il tempo sufficiente affinché la probabilità faccia il suo lavoro.

