Il Walrus (WAL) non è progettato per generare hype, e questa moderazione potrebbe effettivamente essere il suo vantaggio più grande.

Invece di inseguire narrazioni appariscenti, il protocollo Walrus si concentra su una sfida infrastrutturale ristretta ma critica: memorizzare e trasferire grandi volumi di dati in un modo che sia decentralizzato, privato e resistente alla censura senza far lievitare troppo i costi.

Costruito su Sui, si basa sulla codifica di cancellazione e sullo storage di blob per diffondere i dati in modo efficiente attraverso la rete affrontando esigenze che le blockchain convenzionali e i fornitori di cloud centralizzati gestiscono spesso male.

Questa è una “tecnologia noiosa” nel senso più positivo del termine. È paragonabile all'impianto idraulico o alla spina dorsale di Internet: raramente notata e raramente celebrata ma assolutamente essenziale. Nessuno si entusiasma per le tubature o le fibre ottiche, eppure i sistemi moderni collassano senza di esse. La migliore infrastruttura opera silenziosamente sullo sfondo, attirando attenzione solo quando qualcosa va storto.

Il Walrus non sta cercando di cavalcare le ultime tendenze. La sua proposta di valore è semplice: consentire a sviluppatori, organizzazioni e individui di memorizzare e recuperare dati in modo sicuro e privato senza fare affidamento su un singolo intermediario fidato. Questa capacità non è speculativa; è un requisito di base per molte applicazioni significative della blockchain.

Alla fine, progetti come Walrus vivono o muoiono in base all'esecuzione, non al clamore. Ciò che conterà di più sarà la durata nel tempo, i costi prevedibili e le prestazioni affidabili. È lì che il Walrus affronterà il suo vero campo di prova.

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