Il caso contro il rialzo del mercato delle criptovalute
1) L'entusiasmo sugli ETF è fuorviante
La maggior parte degli ingressi negli ETF sembra essere una rotazione di capitali (da GBTC a ETF più economici), non una domanda nuova. Gli ingressi stanno rallentando, e il rischio classico "compra il rumor, vendi la notizia" è in aumento.
2) Il quadro macroeconomico è ostile
Le criptovalute ora si scambiano come tecnologie ad alto beta. L'inflazione persistente, tassi più alti per un periodo prolungato, la continua contrazione quantitativa (QT) o una recessione ridurrebbero la liquidità e colpirebbero per prime le criptovalute.
3) La regolamentazione rimane una minaccia
La pressione della SEC continua; un ritardo o un rifiuto per l'ETF di Ethereum avrebbe un impatto negativo sul sentimento. MiCA dell'UE aumenta i costi e centralizza il potere. I controlli globali limitano l'adozione.
4) L'euforia dei piccoli investitori è un segnale tardivo
La mania dei memecoin e l'euforia sociale simile a quella del 2021 spesso segnano i picchi del ciclo, non i minimi.
5) I rischi strutturali persistono
Problemi energetici e ESG, scalabilità ed episodi di aumento dei costi su Ethereum, rischi sistemici dei stablecoin e frequenti attacchi informatici rimangono irrisolti.
Il caso ribassista:
I mercati sono prezzati per la perfezione (ETF + inversione della Fed + regolamentazione favorevole). Qualsiasi combinazione di flussi ETF in rallentamento, una Fed più aggressiva, shock regolamentari o un grande attacco/de-peg potrebbe scatenare un rapido ribasso, amplificato dalle posizioni con leva.
Tecnico:
Un chiusura settimanale del BTC al di sotto dei 60.000 dollari rischia di rompere la struttura rialzista, con obiettivi tra i 40.000 dollari e valori inferiori.
Conclusione:
Le narrazioni rialziste sono ormai molto diffuse. I rischi sono sottovalutati. Il sentimento può cambiare rapidamente.
Non costituisce consulenza finanziaria—valutazione dei rischi soltanto.


