BOMBA DA 240.000 MILIONI!
#Venezuela svela debiti nascosti dopo la caduta di Maduro, la maggiore ristrutturazione sovrana della storia
Dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi nel gennaio del 2026, il governo interinale guidato da Delcy Rodríguez è pronto a rivelare una cifra che nessuno si aspettava: il Venezuela ha un debito totale vicino ai 240.000 milioni di dollari.
Questa somma supera di gran lunga le stime di mercato (che andavano da 150.000 a 200.000 milioni) e rende il processo la maggior ristrutturazione di debito sovrano della storia, persino superiore a quella della Grecia nel 2012.
Cosa include questo debito?
Obbligazioni sovrane e di PDVSA (principale + interessi accumulati dal default del 2017).
Rivendicazioni per espropriazioni di aziende petrolifere.
Prestiti da Cina e Russia.
Altre obbligazioni accumulate durante oltre un decennio di isolamento finanziario.
Con un PIL attuale stimato intorno ai 100.000 milioni di dollari, il rapporto debito/PIL supererebbe il 200%.
Il governo ha già assunto la prestigiosa società statunitense Centerview Partners come consulente finanziario principale. Il piano di sostenibilità del debito sarà presentato all'inizio di luglio e l'obiettivo ufficiale è chiudere un accordo con i creditori prima della fine del 2026. Questo permetterebbe al Venezuela di tornare nei mercati internazionali e riattivare le sue esportazioni di petrolio.
Punti critici che stanno generando dibattito: L'analisi di sostenibilità del debito non è stata effettuata dal FMI (cosa molto insolita in ristrutturazioni di questa magnitudine). L'opposizione teme che questo indebolisca la posizione negoziale del Venezuela.
Molti creditori e investitori dubitano che si possa chiudere un accordo quest'anno, la maggior parte punta al 2027.
È richiesta un'audit completa del debito per evitare che si “diluiscano” recuperi legittimi.
Quello che sembrava un debito “grande ma gestibile” di 150-170 miliardi è diventato, da un giorno all'altro, un mostro di 240 miliardi.
#CryptoNews
$BTC
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Dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi nel gennaio del 2026, il governo interinale guidato da Delcy Rodríguez è pronto a rivelare una cifra che nessuno si aspettava: il Venezuela ha un debito totale vicino ai 240.000 milioni di dollari.
Questa somma supera di gran lunga le stime di mercato (che andavano da 150.000 a 200.000 milioni) e rende il processo la maggior ristrutturazione di debito sovrano della storia, persino superiore a quella della Grecia nel 2012.
Cosa include questo debito?
Obbligazioni sovrane e di PDVSA (principale + interessi accumulati dal default del 2017).
Rivendicazioni per espropriazioni di aziende petrolifere.
Prestiti da Cina e Russia.
Altre obbligazioni accumulate durante oltre un decennio di isolamento finanziario.
Con un PIL attuale stimato intorno ai 100.000 milioni di dollari, il rapporto debito/PIL supererebbe il 200%.
Il governo ha già assunto la prestigiosa società statunitense Centerview Partners come consulente finanziario principale. Il piano di sostenibilità del debito sarà presentato all'inizio di luglio e l'obiettivo ufficiale è chiudere un accordo con i creditori prima della fine del 2026. Questo permetterebbe al Venezuela di tornare nei mercati internazionali e riattivare le sue esportazioni di petrolio.
Punti critici che stanno generando dibattito: L'analisi di sostenibilità del debito non è stata effettuata dal FMI (cosa molto insolita in ristrutturazioni di questa magnitudine). L'opposizione teme che questo indebolisca la posizione negoziale del Venezuela.
Molti creditori e investitori dubitano che si possa chiudere un accordo quest'anno, la maggior parte punta al 2027.
È richiesta un'audit completa del debito per evitare che si “diluiscano” recuperi legittimi.
Quello che sembrava un debito “grande ma gestibile” di 150-170 miliardi è diventato, da un giorno all'altro, un mostro di 240 miliardi.
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