A novembre 2025, l'industria delle criptovalute sta attraversando un'altra svolta: l'azienda canadese Bitfarms Ltd., uno dei più grandi attori nel mining di Bitcoin, ha annunciato la chiusura graduale delle operazioni di estrazione di criptovalute nei prossimi due anni. Invece, il focus si sposterà sulla fornitura di infrastrutture per l'intelligenza artificiale e il calcolo ad alte prestazioni (HPC).

Fondata a Toronto, Bitfarms ha affrontato la compressione dei margini di profitto a causa del calo del prezzo di Bitcoin (attualmente circa $95.000) e dell'aumento dei costi energetici. L'azienda prevede di riconvertire le proprie strutture, incluso il sito di Washington, per robot AI. Questo non è un caso isolato: CoreWeave, ex miner di Ethereum, è già diventato un fornitore leader di GPU per sviluppatori AI negli Stati Uniti.

CEO Bitfarms sottolinea: "L'era dei miner collegati alla rete sta per finire". Le piccole aziende rischiano di essere estromesse, mentre i giganti, come MARA Holdings, consigliano di controllare la propria energia prima del halving del 2028. Gli standard ESG diventano obbligatori per gli investitori, e il mining in cloud (ad esempio, DeepHash con $100 di hash rate gratuito) sta guadagnando popolarità per il reddito passivo.

Questo pivot segnala un'evoluzione: il crypto-mining si integra con l'AI, promettendo nuove opportunità, ma anche rischi per gli operatori tradizionali. Sopravviveranno i "miner magri"? L'industria aspetta risposte.

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