La società “Bitcoin Depot”, che gestisce la più grande rete di sportelli Bitcoin in Nord America, ha annunciato di aver presentato richiesta di protezione dal fallimento ai sensi del capitolo 11 in Texas, preparando il terreno per chiudere le sue operazioni e vendere i suoi asset dopo l'aumento della pressione normativa e delle perdite finanziarie.
La società quotata al Nasdaq ha dichiarato che l'ambiente normativo negli Stati Uniti è diventato più rigido nei confronti degli operatori di sportelli per criptovalute, con l'introduzione di nuove restrizioni sulle transazioni e un inasprimento dei requisiti di conformità, oltre al divieto di attività in alcuni stati.
Il CEO, Alex Holmes, ha chiarito che questi cambiamenti hanno reso il modello di business dell'azienda insostenibile, indicando che l'azienda avvierà un processo di chiusura organizzato sotto la supervisione del tribunale, incluso lo stop della sua rete di sportelli automatici, che conta oltre 9.000 dispositivi in tutto il mondo.
Questa mossa arriva dopo una serie di crisi che l'azienda ha affrontato negli ultimi mesi, tra cui la sospensione della licenza di trasferimento di fondi nello stato del Connecticut, oltre a una violazione della sicurezza che ha portato al furto di 3,7 milioni di dollari dai suoi portafogli digitali.
Come rivelato recentemente dall'azienda, i ricavi sono scesi di quasi il 50% nel primo trimestre del 2026, con perdite nette di 9,5 milioni di dollari, rispetto a profitti superiori a 12 milioni di dollari un anno fa.
Nonostante l'azione dell'azienda sia aumentata di circa il 5% nell'ultima sessione di trading, rimane comunque in calo di circa l'80% negli ultimi sei mesi, il che riflette una diminuzione della fiducia degli investitori nel futuro del settore a causa delle crescenti pressioni normative.
