Il calo del prezzo di Bitcoin sotto il livello degli 80k dollari questa settimana non è stato solo un caso, ma il risultato della combinazione di tre fattori di pressione principali che hanno spinto il mercato verso una forte ondata di vendite, secondo quanto riportato da diversi analisti.

Dopo che la crypto ha superato gli 82k dollari, è scesa rapidamente sotto i 79k dollari prima di stabilizzarsi vicino agli 80k dollari.

I dati della rete mostrano segnali precoci di debolezza, con i flussi di prelievo dalle piattaforme di trading che si sono ridotti a circa 20.000 Bitcoin, un livello molto inferiore alla media di maggio, indicando che una quantità maggiore di monete rimane all'interno delle piattaforme e un aumento dell'offerta disponibile per la vendita.

Nel frattempo, il mercato delle derivati ha visto un aumento delle scommesse ribassiste, con l'apertura di contratti che è aumentata e i tassi di finanziamento sono diventati negativi, riflettendo un incremento delle posizioni short e una maggiore pressione sugli investitori che utilizzano la leva.

Con la pubblicazione dei dati sull'inflazione americana, il mercato ha subito una vasta ondata di liquidazioni, con circa 110 milioni di dollari di posizioni long liquidate in tre giorni, diventando il principale motore di questo downtrend.

Gli analisti hanno anche notato che i grandi investitori (le balene) hanno venduto circa 7650 Bitcoin durante il ritracciamento, per un valore vicino a 616 milioni di dollari, aumentando ulteriormente le pressioni sul mercato.

Nonostante il recente calo, il prezzo di Bitcoin è ancora in crescita di circa il 7% negli ultimi trenta giorni, ma rimane più del 36% al di sotto del massimo storico registrato nell'ottobre 2025.

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