Con l'arrivo silenzioso della fine di marzo, l'atmosfera nel mercato delle criptovalute è sicuramente un po' pesante. Guardando quella familiarissima moneta arancione nel conto che ha consegnato un -19,5% nel primo trimestre, molti amici che sono appena entrati nel mercato potrebbero già aver iniziato a tirarsi indietro. Ma non affrettiamoci a trarre conclusioni, scopriamo la «sceneggiatura» della storia.
Ripensando ai sali e scendi del Bitcoin nel passato, la situazione di «apertura nera» nel primo trimestre non è affatto rara, quest'anno è già avvenuta 7 volte. La cosa interessante è la logica del rimbalzo successivo: tra le 6 volte in cui il primo trimestre è stato positivo, 5 volte hanno visto una splendida rivincita nel secondo trimestre, con un tasso di successo dell'83%. Nella lunga storia, ci sono state solo due volte in cui ci sono stati ribassi continui estremi.
Dal punto di vista della probabilità, il mercato è come una molla tesa, le pressioni iniziali spesso servono a accumulare energia per l'esplosione successiva. Il secondo trimestre è solitamente accompagnato da un rilascio di liquidità e un riscaldamento dell'umore; questa «inversione inerziale» è già diventata una certezza per i giocatori esperti.
In questo ambiente, la pazienza spesso vale più del capitale. Invece di essere ansiosi in un punto basso, è meglio aspettare che arrivi la primavera. Dopotutto, la storia, anche se non si ripete mai semplicemente, segue sempre ritmi simili. Il secondo trimestre del 2026 potrebbe essere il punto di partenza per un BTC che torna a superare i 70.000, o addirittura a stabilire nuovi record.