Per anni, i sostenitori di Bitcoin hanno sostenuto che la sua architettura decentralizzata rende quasi impossibile spegnerlo. Un nuovo studio suggerisce che questa affermazione è in gran parte vera, ma con un'importante avvertenza.
La ricerca del Cambridge Centre for Alternative Finance rivela che la rete di Bitcoin è altamente resiliente ai fallimenti delle infrastrutture internet su larga scala. Tuttavia, potrebbe comunque affrontare vulnerabilità se determinati fornitori di hosting centralizzati venissero presi di mira.
I risultati evidenziano un paradosso critico: il protocollo di Bitcoin è decentralizzato, ma parti della sua infrastruttura fisica possono ancora dipendere da servizi concentrati.
Bitcoin può resistere a enormi guasti dei cavi Internet
Lo studio ha analizzato più di un decennio di dati di rete e 68 interruzioni di cavi sottomarini globali confermate per valutare come la rete Bitcoin risponde ai guasti delle infrastrutture del mondo reale.

I ricercatori hanno scoperto che tra il 72% e il 92% dei cavi sottomarini intercontinentali del mondo dovrebbero guastarsi contemporaneamente prima che i nodi Bitcoin inizino a sperimentare disconnessioni significative.
Questa resilienza deriva da diversi fattori:
L'architettura peer-to-peer di Bitcoin
Distribuzione globale dei nodi
La ridondanza di instradamento integrata di Internet
In pratica, i guasti dei cavi nel mondo reale tendono ad avere un impatto minimo sulla rete. Ad esempio, un grave incidente al largo della Costa d'Avorio nel 2024 ha danneggiato diversi cavi contemporaneamente ma ha colpito solo una piccola frazione dei nodi Bitcoin globali.
Questi risultati rafforzano l'idea che la rete di Bitcoin tende a degradarsi gradualmente piuttosto che collassare improvvisamente durante le interruzioni delle infrastrutture.
Il ruolo del TOR nella resilienza della rete
Un altro risultato chiave riguarda l'uso crescente dell'infrastruttura di anonimato.
Entro il 2025, i ricercatori stimano che circa il 64% dei nodi Bitcoin operi attraverso la rete TOR, che nasconde la loro posizione fisica e i percorsi di instradamento.

Questo cambiamento migliora la resistenza alla censura e rafforza indirettamente la resilienza fisica. Poiché i nodi TOR spesso instradano il traffico attraverso più hub Internet ben connessi, forniscono ulteriore ridondanza durante le interruzioni.
In altre parole, l'infrastruttura di privacy funge anche da strato di resilienza strutturale per la rete Bitcoin.
Il vero rischio: fornitori di hosting concentrati
Mentre Bitcoin è robusto contro guasti casuali delle infrastrutture, lo studio ha identificato uno scenario diverso e più preoccupante.
Un attacco mirato a un numero ristretto di grandi fornitori di hosting potrebbe interrompere significativamente la rete.
I ricercatori hanno scoperto che la maggior parte dei nodi visibili si affida a un pugno di grandi aziende di infrastruttura, tra cui:
Amazon
Google
Comcast
Hetzner
OVHcloud
Se questi fornitori fossero contemporaneamente presi di mira o costretti offline, rimuovere anche solo il 5% della capacità di instradamento potrebbe potenzialmente frammentare la rete Bitcoin.
Questo rappresenta un modello di minaccia molto diverso rispetto alle interruzioni casuali delle infrastrutture.

Guasti casuali vs Attacchi mirati
Lo studio evidenzia una netta differenza tra due tipi di interruzioni:
Guasti casuali
Richiede che il 72–92% dei cavi sottomarini globali guasti
Causa un impatto minimo sulla rete nella maggior parte dei casi reali
Attacchi mirati
Potrebbe interrompere la connettività concentrandosi su pochi grandi fornitori di hosting
Richiede danni all'infrastruttura di gran lunga inferiori per influenzare la rete
Questa differenza sottolinea come la concentrazione dell'infrastruttura economica possa introdurre rischi anche all'interno di sistemi decentralizzati.
Come è cambiata la resilienza di Bitcoin nel tempo
La ricerca ha anche tracciato come la resilienza della rete di Bitcoin si è evoluta tra il 2014 e il 2025.
Negli anni precedenti, la rete era altamente distribuita geograficamente. Tuttavia, periodi di concentrazione di mining — in particolare durante la fine degli anni 2010 — hanno temporaneamente ridotto i livelli di resilienza.
Dopo cambiamenti normativi ed eventi di ridistribuzione del mining, la diversità geografica della rete è migliorata nuovamente, ripristinando parzialmente la sua robustezza.
In generale, i risultati mostrano che la resilienza infrastrutturale di Bitcoin è dinamica piuttosto che fissa, plasmata da cambiamenti economici e tecnologici.
Cosa significa questo per il futuro di Bitcoin
Lo studio rafforza la reputazione di Bitcoin come uno dei sistemi digitali più resilienti mai creati. Anche le gravi interruzioni di Internet avrebbero probabilmente un impatto limitato sulla capacità della rete di funzionare.
Tuttavia, rivela anche che la decentralizzazione a livello di protocollo non garantisce automaticamente la decentralizzazione a livello di infrastruttura.
Man mano che l'ecosistema delle criptovalute cresce, incoraggiare una maggiore diversità nell'hosting dei nodi e nella distribuzione geografica potrebbe diventare una priorità importante per mantenere la resilienza a lungo termine della rete.
Per ora, il messaggio è chiaro: Bitcoin è estremamente difficile da spegnere accidentalmente — ma la pressione infrastrutturale mirata rimane un rischio da monitorare.

