Ieri la storia era una cosa.
Oggi è qualcosa di completamente diverso.
All'inizio, Donald Trump stava dicendo:
“Stiamo inviando truppe di terra!”
Ma questa mattina il messaggio è cambiato:
“No, no… non stiamo inviando truppe di terra.”
Inizialmente la dichiarazione era:
“È una guerra di quattro giorni.”
Poi improvvisamente:
“In realtà potrebbe richiedere quattro settimane.”
E ora l'ultima dichiarazione suggerisce:
“Potrebbe richiedere sei mesi.”
All'inizio, il tono era sicuro:
“Cambieremo il regime.”
Dopo è arrivata la chiarificazione:
“No… il cambio di regime non è il nostro obiettivo.”
Poi è apparso un altro messaggio diretto al popolo iraniano:
“Fratelli, rovesciate voi stessi il governo!”
E ora la linea sembra essere:
“Porta chi vuoi… basta non portare il figlio di Khamenei.”
Durante l'ultimo conflitto, la rivendicazione era:
“Abbiamo eliminato la capacità nucleare dell'Iran.”
Ma ora la narrazione è cambiata di nuovo:
“Se non avessimo attaccato, avrebbero costruito un'atomica in due settimane.”
Fino a ieri le conferenze stampa dicevano:
“Stiamo vincendo la guerra.”
E oggi il tono suona molto diverso — quasi come una preghiera:
“Oh Signore, proteggimi dall'alto e dal basso,
da destra e da sinistra,
da davanti e da dietro.”
E silenziosamente:
“Questa volta salvami…
Non farò mai più nulla di simile.”
La domanda più grande che le persone stanno facendo ora è semplice:
È strategia… o confusione?
#altsession #PEPE #Shibalnu #BONK🔥🔥


