Perché è stato creato l'On-Balance Volume (OBV)
L'indicatore On-Balance Volume (OBV) è stato creato da Joe Granville negli anni '60 per affrontare un'importante lacuna nell'analisi tecnica: comprendere il ruolo del volume nei movimenti dei prezzi. Granville ha riconosciuto che, mentre l'azione dei prezzi era ampiamente monitorata, la forza sottostante di quel movimento—spesso riflessa nel volume—veniva frequentemente trascurata.
Prima dell'OBV, i trader valutavano il volume in isolamento, confrontandolo tipicamente attraverso periodi di tempo senza legarlo direttamente a variazioni di prezzo. L'intuizione di Granville era che il volume dovesse essere interpretato in relazione alla direzione del prezzo per rivelare fasi di accumulazione o distribuzione. Monitorando cumulativamente il volume in base a se il prezzo chiudeva più alto o più basso, l'OBV offriva una nuova prospettiva per convalidare le tendenze dei prezzi.
Granville credeva che l'attività dei soldi intelligenti fosse spesso nascosta all'interno dei flussi di volume. Se il volume aumentava durante i movimenti di prezzo al rialzo, suggeriva un forte interesse all'acquisto. Al contrario, un volume crescente durante i prezzi in calo segnalava una forte pressione di vendita. L'OBV è stato progettato per catturare questa dinamica in un totale unico e in corso.
L'indicatore era anche destinato ad anticipare potenziali inversioni. Divergenze tra OBV e prezzo—come ad esempio un prezzo che raggiunge nuovi massimi mentre l'OBV non riesce a confermare—potrebbero indicare un indebolimento del momentum. Questo sistema di allerta precoce consentiva ai trader di mettere in discussione la sostenibilità delle tendenze.
In sostanza, l'OBV è stato creato per enfatizzare l'importanza del volume come meccanismo di conferma per le tendenze dei prezzi. Ha introdotto un metodo per quantificare e visualizzare lo 'sforzo' dietro i movimenti dei prezzi, mirando a guidare i trader verso interpretazioni più informate del comportamento del mercato.