L'adozione di stablecoin potrebbe svuotare le casse delle banche statunitensi
Il dibattito attorno alle stablecoin si sta scaldando di nuovo, e aumentano le tensioni tra banchieri e attori del mondo delle criptovalute. Mentre alcuni le vedono come un'innovazione capace di modernizzare le finanze, altri temono che siano una bomba ad orologeria. Tra studi allarmistici, repliche ironiche e ostacoli politici, la domanda diventa sempre più urgente: le stablecoin rappresentano una minaccia per la stabilità bancaria o semplicemente un nuovo capitolo nella rivoluzione delle criptovalute?
In breve
Il rapporto di Standard Chartered prevede una fuga massiva di depositi bancari verso le stablecoin.
Le banche regionali statunitensi sembrano essere le più esposte a questo movimento di capitale.
Le banche regionali statunitensi sembrano essere le più esposte a questo movimento di capitale.
La crescente domanda di stablecoin proviene principalmente dai mercati emergenti, molto più avanti delle economie sviluppate.
Stablecoin: La corsa bancaria silenziosa che preoccupa i mercati
Il 27 gennaio 2026, Standard Chartered ha pubblicato un rapporto scioccante: le stablecoin, token legati al dollaro, potrebbero provocare un'uscita massiva di depositi bancari negli Stati Uniti. Secondo Geoff Kendrick, capo della ricerca su asset digitali, fino a 500 miliardi di dollari potrebbero uscire dai conti bancari entro il 2028.
Le banche regionali statunitensi, come Huntington, Truist e M&T, sono le più vulnerabili: il loro modello di business si basa sul margine di interesse netto (MIN), il motore dei loro profitti. Meno depositi implicano un minor margine e una minore redditività.
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