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🚨📈 IL GRANDE SALTO DELLE PATATE IN EUROPA 📈 🚨 Il prezzo delle patate in Europa ha vissuto un’accelerazione impressionante: da circa 2,5 euro a 18,5 euro per 100 kg in poche settimane, una variazione che segnala tensioni ben oltre il semplice mercato agricolo. Alla base c’è la paura che la crisi nello Stretto di Hormuz possa colpire il flusso di fertilizzanti, fondamentali per le colture ad alta intensità nutritiva come la patata. Hormuz non è solo un passaggio per il petrolio: da lì transitano anche quote decisive di urea e ammoniaca, due input essenziali per l’azoto agricolo. Se le forniture si restringono o diventano più costose, gli agricoltori europei rischiano di affrontare rese più basse, maggiori costi di produzione e semine più incerte nei prossimi cicli. Il punto è che il mercato sta già scontando il rischio futuro, non solo la scarsità attuale. Per questo il rincaro delle patate diventa un segnale più ampio: mostra come una crisi geopolitica lontana possa riflettersi rapidamente su cibo, inflazione e catene globali di approvvigionamento. Non stiamo parlando solo di un prodotto agricolo. Stiamo vedendo quanto sia fragile l’equilibrio tra energia, fertilizzanti e sicurezza alimentare globale. #BREAKING #Europe #MarketImpact #Hormuz
🚨📈 IL GRANDE SALTO DELLE PATATE IN EUROPA 📈 🚨

Il prezzo delle patate in Europa ha vissuto un’accelerazione impressionante: da circa 2,5 euro a 18,5 euro per 100 kg in poche settimane, una variazione che segnala tensioni ben oltre il semplice mercato agricolo.
Alla base c’è la paura che la crisi nello Stretto di Hormuz possa colpire il flusso di fertilizzanti, fondamentali per le colture ad alta intensità nutritiva come la patata.

Hormuz non è solo un passaggio per il petrolio: da lì transitano anche quote decisive di urea e ammoniaca, due input essenziali per l’azoto agricolo.
Se le forniture si restringono o diventano più costose, gli agricoltori europei rischiano di affrontare rese più basse, maggiori costi di produzione e semine più incerte nei prossimi cicli.

Il punto è che il mercato sta già scontando il rischio futuro, non solo la scarsità attuale.
Per questo il rincaro delle patate diventa un segnale più ampio: mostra come una crisi geopolitica lontana possa riflettersi rapidamente su cibo, inflazione e catene globali di approvvigionamento.
Non stiamo parlando solo di un prodotto agricolo.
Stiamo vedendo quanto sia fragile l’equilibrio tra energia, fertilizzanti e sicurezza alimentare globale.
#BREAKING #Europe #MarketImpact #Hormuz
Oloap:
Sera, dove costavano 2.5 euro al quintale? Costo medio in Italia grezzo al campo, 25 euro quintale, per non parlare di annate precedenti, punte di 48 euro quintale.
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🚨🇺🇸 IL SISTEMA DI SHADOW BANKING DA $2 TRILIONI CHE MINACCIA I MERCATI 🇺🇸🚨 Mentre l’S&P 500 segna nuovi massimi e l’hype sull’intelligenza artificiale domina la narrativa, si sta formando un rischio sistemico enorme ma poco discusso: il private credit. Questo settore da oltre 2 trilioni di dollari finanzia direttamente le aziende fuori dai circuiti bancari tradizionali e dai mercati pubblici. Oggi è il motore nascosto del boom AI. Secondo Morgan Stanley, fino al 2028 verranno investiti $2.9 trilioni nei data center, e circa la metà arriverà proprio da fondi di private credit come Blackstone, Apollo e BlackRock. Il problema? La qualità del debito. Molte aziende finanziate hanno livelli di leva estremi (5-7x gli utili) e circa il 10% non riesce nemmeno a coprire gli interessi. I default stanno aumentando, ma questi rischi restano invisibili: niente rating pubblici, reporting limitato e valutazioni aggiornate solo trimestralmente. Nel frattempo, i mercati sono sempre più concentrati: 5 aziende rappresentano il 30% dell’S&P 500, mentre gran parte della crescita economica USA dipende dagli investimenti AI. Il punto critico è il collegamento con le banche. L’esposizione diretta varia tra $270 e $500 miliardi, e molti debitori hanno linee di credito anche con istituti tradizionali. Se qualcosa si rompe, l’effetto domino colpisce entrambi. E ora entra anche il retail, spesso senza comprendere che sta investendo in asset illiquidi e opachi. Se il boom AI regge, tutto funziona. Se rallenta, i rischi emergeranno quando sarà troppo tardi. #BREAKING #usa #ArtificialInteligence #MarketImpact
🚨🇺🇸 IL SISTEMA DI SHADOW BANKING DA $2 TRILIONI CHE MINACCIA I MERCATI 🇺🇸🚨

Mentre l’S&P 500 segna nuovi massimi e l’hype sull’intelligenza artificiale domina la narrativa, si sta formando un rischio sistemico enorme ma poco discusso: il private credit.
Questo settore da oltre 2 trilioni di dollari finanzia direttamente le aziende fuori dai circuiti bancari tradizionali e dai mercati pubblici.
Oggi è il motore nascosto del boom AI. Secondo Morgan Stanley, fino al 2028 verranno investiti $2.9 trilioni nei data center, e circa la metà arriverà proprio da fondi di private credit come Blackstone, Apollo e BlackRock.

Il problema?
La qualità del debito.
Molte aziende finanziate hanno livelli di leva estremi (5-7x gli utili) e circa il 10% non riesce nemmeno a coprire gli interessi. I default stanno aumentando, ma questi rischi restano invisibili: niente rating pubblici, reporting limitato e valutazioni aggiornate solo trimestralmente.
Nel frattempo, i mercati sono sempre più concentrati: 5 aziende rappresentano il 30% dell’S&P 500, mentre gran parte della crescita economica USA dipende dagli investimenti AI.

Il punto critico è il collegamento con le banche.
L’esposizione diretta varia tra $270 e $500 miliardi, e molti debitori hanno linee di credito anche con istituti tradizionali.
Se qualcosa si rompe, l’effetto domino colpisce entrambi.
E ora entra anche il retail, spesso senza comprendere che sta investendo in asset illiquidi e opachi.
Se il boom AI regge, tutto funziona.
Se rallenta, i rischi emergeranno quando sarà troppo tardi.
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🚨⚡ IL MONDO STA ESAURENDO LE RISERVE DI PETROLIO: GIUGNO 2026 È IL PUNTO DI ROTTURA ⚡🇺🇸 Non si tratta di una previsione, ma di una traiettoria basata sui dati attuali. Il sistema energetico globale sta entrando in una fase di stress senza precedenti. Da quasi due mesi, lo Stretto di Hormuz è vicino alla chiusura, compromettendo una delle principali arterie del petrolio mondiale. Per compensare, i paesi stanno attingendo alle riserve strategiche a un ritmo di 4,8 milioni di barili al giorno, un livello mai registrato nemmeno durante guerre o crisi energetiche passate. Queste riserve erano progettate per emergenze di breve durata. Oggi sono quasi esaurite. La timeline è critica: entro giugno 2026, le scorte globali raggiungeranno livelli operativi minimi, costringendo i governi a decidere chi avrà accesso al carburante. Entro settembre, si rischia il collasso fisico del sistema: senza scorte minime, oleodotti, raffinerie e terminali smettono di funzionare. Alcuni segnali sono già evidenti: il Pakistan ha circa 20 giorni di autonomia, mentre paesi del Sud-Est asiatico sono a poche settimane dalla carenza critica. In Europa, le scorte di carburante per aerei sono già scese del 33%. Anche gli Stati Uniti registrano livelli di riserva ai minimi dal 1982. E il vero rischio? Anche se il conflitto finisse domani, la corsa globale al riempimento delle scorte potrebbe innescare un nuovo shock della domanda, rendendo il picco dei prezzi post-crisi persino peggiore. #BREAKING #oil #Hormuz #MarketImpact
🚨⚡ IL MONDO STA ESAURENDO LE RISERVE DI PETROLIO: GIUGNO 2026 È IL PUNTO DI ROTTURA ⚡🇺🇸

Non si tratta di una previsione, ma di una traiettoria basata sui dati attuali.
Il sistema energetico globale sta entrando in una fase di stress senza precedenti.
Da quasi due mesi, lo Stretto di Hormuz è vicino alla chiusura, compromettendo una delle principali arterie del petrolio mondiale.
Per compensare, i paesi stanno attingendo alle riserve strategiche a un ritmo di 4,8 milioni di barili al giorno, un livello mai registrato nemmeno durante guerre o crisi energetiche passate.
Queste riserve erano progettate per emergenze di breve durata.
Oggi sono quasi esaurite.

La timeline è critica: entro giugno 2026, le scorte globali raggiungeranno livelli operativi minimi, costringendo i governi a decidere chi avrà accesso al carburante. Entro settembre, si rischia il collasso fisico del sistema: senza scorte minime, oleodotti, raffinerie e terminali smettono di funzionare.
Alcuni segnali sono già evidenti: il Pakistan ha circa 20 giorni di autonomia, mentre paesi del Sud-Est asiatico sono a poche settimane dalla carenza critica.
In Europa, le scorte di carburante per aerei sono già scese del 33%.
Anche gli Stati Uniti registrano livelli di riserva ai minimi dal 1982.

E il vero rischio?
Anche se il conflitto finisse domani, la corsa globale al riempimento delle scorte potrebbe innescare un nuovo shock della domanda, rendendo il picco dei prezzi post-crisi persino peggiore.
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🚨🇮🇷 IRAN PRONTO A METTERE UN PEDAGGIO SU INTERNET GLOBALE 🇮🇷🚨 L’Iran potrebbe trasformare lo Stretto di Hormuz in un nuovo punto critico non solo per il petrolio, ma anche per il traffico digitale globale. Secondo diverse fonti, Teheran starebbe valutando misure per controllare i cavi sottomarini che attraversano questa rotta strategica, imponendo permessi, costi e regole operative alle aziende straniere. Questa non è una questione marginale: tra il 15% e il 20% del traffico mondiale di dati e transazioni finanziarie passa proprio da qui. Parliamo di infrastrutture che collegano Europa, Asia e Paesi del Golfo, fondamentali per banche, cloud, intelligenza artificiale e mercati internazionali. Ogni giorno, circa 10 trilioni di dollari viaggiano attraverso una rete globale di 1,5 milioni di chilometri di cavi sottomarini. Se anche solo una parte di questo flusso venisse rallentata o soggetta a controllo, l’impatto sarebbe immediato: internet più lento, sistemi finanziari sotto pressione e nuovi rischi per la stabilità globale. Gli analisti sottolineano che questa mossa darebbe all’Iran una leva geopolitica senza precedenti, permettendogli di influenzare non solo il commercio energetico, ma anche l’infrastruttura digitale mondiale. La guerra per il controllo dello Stretto di Hormuz non riguarda più solo le petroliere. Ora si gioca anche sui dati. Ed è una partita ancora più delicata. #BREAKING #iran #MarketImpact
🚨🇮🇷 IRAN PRONTO A METTERE UN PEDAGGIO SU INTERNET GLOBALE 🇮🇷🚨

L’Iran potrebbe trasformare lo Stretto di Hormuz in un nuovo punto critico non solo per il petrolio, ma anche per il traffico digitale globale.
Secondo diverse fonti, Teheran starebbe valutando misure per controllare i cavi sottomarini che attraversano questa rotta strategica, imponendo permessi, costi e regole operative alle aziende straniere.

Questa non è una questione marginale: tra il 15% e il 20% del traffico mondiale di dati e transazioni finanziarie passa proprio da qui.
Parliamo di infrastrutture che collegano Europa, Asia e Paesi del Golfo, fondamentali per banche, cloud, intelligenza artificiale e mercati internazionali.

Ogni giorno, circa 10 trilioni di dollari viaggiano attraverso una rete globale di 1,5 milioni di chilometri di cavi sottomarini.
Se anche solo una parte di questo flusso venisse rallentata o soggetta a controllo, l’impatto sarebbe immediato: internet più lento, sistemi finanziari sotto pressione e nuovi rischi per la stabilità globale.

Gli analisti sottolineano che questa mossa darebbe all’Iran una leva geopolitica senza precedenti, permettendogli di influenzare non solo il commercio energetico, ma anche l’infrastruttura digitale mondiale.
La guerra per il controllo dello Stretto di Hormuz non riguarda più solo le petroliere. Ora si gioca anche sui dati.
Ed è una partita ancora più delicata.
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🚨⚡ IL MERCATO STA CORRENDO SU CARBURANTE ARTIFICIALE ⚡🚨 Ieri è successo qualcosa che pochi stanno davvero comprendendo: sono stati scambiati 2,6 trilioni di dollari in opzioni call sull’S&P 500 in un solo giorno. Un record storico assoluto dal 1999. Non è un dato normale, è un’anomalia estrema. Tradotto in modo semplice: una call è una scommessa sul rialzo. Quando il mercato compra call in massa, i market maker — cioè chi le vende — devono coprirsi acquistando le azioni reali. Questo meccanismo crea una pressione artificiale al rialzo. Più salgono i prezzi, più aumentano le call acquistate, e più i market maker sono costretti a comprare. È un loop autoalimentato. Il risultato? Il mercato sale non perché i fondamentali lo giustifichino, ma per una forza puramente meccanica. I numeri parlano chiaro: il 60% delle opzioni scambiate ieri erano call. Goldman Sachs ha definito questa fase “semi-irrational chasing mode”, un modo elegante per dire che il mercato sta inseguendo il rialzo in modo poco razionale. Nel frattempo, l’indice dei semiconduttori di Philadelphia ha raggiunto livelli di RSI mai visti dal 1999, in piena bolla dot-com. Non significa che siamo esattamente lì, ma il parallelismo è evidente. Il vero rischio? Quando queste posizioni verranno chiuse o scadranno, la spinta artificiale sparirà. E potrebbe invertire la direzione con la stessa velocità con cui è salita. Il rally è reale. I massimi storici sono reali. Ma 2,6 trilioni in un giorno raccontano una verità scomoda: questo mercato sta correndo su carburante speculativo. La domanda è una sola: cosa succede quando finisce? #BREAKING #S&P500 #options #MarketImpact
🚨⚡ IL MERCATO STA CORRENDO SU CARBURANTE ARTIFICIALE ⚡🚨

Ieri è successo qualcosa che pochi stanno davvero comprendendo: sono stati scambiati 2,6 trilioni di dollari in opzioni call sull’S&P 500 in un solo giorno.
Un record storico assoluto dal 1999.
Non è un dato normale, è un’anomalia estrema.

Tradotto in modo semplice: una call è una scommessa sul rialzo.
Quando il mercato compra call in massa, i market maker — cioè chi le vende — devono coprirsi acquistando le azioni reali. Questo meccanismo crea una pressione artificiale al rialzo.
Più salgono i prezzi, più aumentano le call acquistate, e più i market maker sono costretti a comprare.
È un loop autoalimentato.

Il risultato?
Il mercato sale non perché i fondamentali lo giustifichino, ma per una forza puramente meccanica.
I numeri parlano chiaro: il 60% delle opzioni scambiate ieri erano call.
Goldman Sachs ha definito questa fase “semi-irrational chasing mode”, un modo elegante per dire che il mercato sta inseguendo il rialzo in modo poco razionale.

Nel frattempo, l’indice dei semiconduttori di Philadelphia ha raggiunto livelli di RSI mai visti dal 1999, in piena bolla dot-com. Non significa che siamo esattamente lì, ma il parallelismo è evidente.
Il vero rischio?
Quando queste posizioni verranno chiuse o scadranno, la spinta artificiale sparirà.
E potrebbe invertire la direzione con la stessa velocità con cui è salita.

Il rally è reale.
I massimi storici sono reali.
Ma 2,6 trilioni in un giorno raccontano una verità scomoda: questo mercato sta correndo su carburante speculativo.
La domanda è una sola: cosa succede quando finisce?
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🔥🇺🇸 GLI USA VICINI ALLA SVOLTA SULLE CRYPTO: MOMENTO STORICO PER IL DIGITAL ASSET MARKET CLARITY ACT 🇺🇸🔥 Giovedì 14 maggio 2026 alle ore 16:30 italiane, la Commissione Bancaria del Senato degli Stati Uniti avvierà ufficialmente la discussione e la votazione sugli emendamenti del Digital Asset Market Clarity Act. Si tratta di un passaggio cruciale: per la prima volta, una proposta di legge organica sul mercato delle criptovalute entra nella fase decisiva del processo legislativo americano. Se approvato in questa fase, il segnale per il settore sarebbe estremamente forte. Non rappresenterebbe ancora il via libera definitivo, ma indicherebbe una chiara volontà politica di regolamentare in modo strutturato il mercato crypto negli Stati Uniti, riducendo l’incertezza normativa che ha frenato innovazione e investimenti negli ultimi anni. I passaggi successivi restano complessi: il testo dovrà essere armonizzato con la versione già approvata dalla Commissione Agricoltura, per poi affrontare il voto finale in Senato, dove saranno necessari almeno 60 voti. Solo dopo potrà arrivare sulla scrivania del Presidente per la firma. Siamo davanti a un vero spartiacque: gli Stati Uniti non sono mai stati così vicini a una regolamentazione completa del settore crypto. #BREAKING #usa #CLARITYAct #bullish $BTC $ETH $XRP
🔥🇺🇸 GLI USA VICINI ALLA SVOLTA SULLE CRYPTO: MOMENTO STORICO PER IL DIGITAL ASSET MARKET CLARITY ACT 🇺🇸🔥

Giovedì 14 maggio 2026 alle ore 16:30 italiane, la Commissione Bancaria del Senato degli Stati Uniti avvierà ufficialmente la discussione e la votazione sugli emendamenti del Digital Asset Market Clarity Act.
Si tratta di un passaggio cruciale: per la prima volta, una proposta di legge organica sul mercato delle criptovalute entra nella fase decisiva del processo legislativo americano.

Se approvato in questa fase, il segnale per il settore sarebbe estremamente forte. Non rappresenterebbe ancora il via libera definitivo, ma indicherebbe una chiara volontà politica di regolamentare in modo strutturato il mercato crypto negli Stati Uniti, riducendo l’incertezza normativa che ha frenato innovazione e investimenti negli ultimi anni.

I passaggi successivi restano complessi: il testo dovrà essere armonizzato con la versione già approvata dalla Commissione Agricoltura, per poi affrontare il voto finale in Senato, dove saranno necessari almeno 60 voti.
Solo dopo potrà arrivare sulla scrivania del Presidente per la firma.

Siamo davanti a un vero spartiacque: gli Stati Uniti non sono mai stati così vicini a una regolamentazione completa del settore crypto.
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Ribassista
🚨 UN WHALE APRE UN LONG DI 57 MILIONI IN BTC CON 20X 🔥💰🚀 Guarda questo perché è pesante e vale la pena che tu stia attento un po' 👀📉 clicca su segui nel riquadro giallo #BREAKING un whale ha appena aperto una posizione #long di 57 milioni di dollari in Bitcoin con leva 20x Prezzo di liquidazione a 77.661 dollari Sta scommettendo forte che $BTC non scenderà fino a quel punto Con la leva così alta, qualsiasi caduta forte può liquidarlo e generare un bel shakeout Che ne pensi bro, questo #whale avrà ragione o si mangerà una liquidazione epica? Raccontami! 👇 {spot}(BTCUSDT)
🚨 UN WHALE APRE UN LONG DI 57 MILIONI IN BTC CON 20X 🔥💰🚀

Guarda questo perché è pesante e vale la pena che tu stia attento un po' 👀📉 clicca su segui nel riquadro giallo

#BREAKING un whale ha appena aperto una posizione #long di 57 milioni di dollari in Bitcoin con leva 20x

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‘Non sono rimasti molti strumenti’ per Trump per ottenere concessioni dall'Iran 🚨 Abbiamo di più da Mark Pfeifle, ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Ha detto che l'Iran e gli USA sono “praticamente nello stesso posto” in cui si trovavano prima dell'inizio dei negoziati. “L'Iran vuole che tutto venga alleviato: dalle sue sanzioni [e] dal blocco a non più operazioni militari statunitensi, né operazioni militari israeliane,” ha detto. E Trump vuole che l'Iran rinunci all'uranio arricchito, smonti il suo programma missilistico e tagli i finanziamenti ai suoi emissari. Ma è improbabile che Trump riprenda la guerra contro l'Iran, secondo Pfeifle. “Una delle cose che Mr. Trump e il suo segretario di stato hanno fatto recentemente è stata quella di dire che l'Operazione Epic Fury è finita, il che toglie dal tavolo, almeno, da un punto di vista retorico, la possibilità di rientrare in qualche operazione militare pesante,” ha detto Pfeifle. Ora Trump è probabile che intensifichi la pressione economica sull'Iran attraverso il blocco statunitense e “faccia un'azione militare, magari attorno alla costa dello Stretto di Hormuz”, prendendo di mira le barche veloci dell'Iran, le piattaforme di lancio dei droni e i siti missilistici che minacciano le navi al blocco. Trump potrebbe anche inasprire le sanzioni o continuare a spingere per forze navali europee e asiatiche per aiutare a scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma oltre a queste opzioni, Pfeifle ha avvertito, “non sono rimasti molti strumenti nella cassetta degli attrezzi”. $SUI | $OSMO | $PSG #BREAKING #news #iran #TRUMP #GrayscaleCardanoETF
‘Non sono rimasti molti strumenti’ per Trump per ottenere concessioni dall'Iran 🚨

Abbiamo di più da Mark Pfeifle, ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Ha detto che l'Iran e gli USA sono “praticamente nello stesso posto” in cui si trovavano prima dell'inizio dei negoziati.

“L'Iran vuole che tutto venga alleviato: dalle sue sanzioni [e] dal blocco a non più operazioni militari statunitensi, né operazioni militari israeliane,” ha detto. E Trump vuole che l'Iran rinunci all'uranio arricchito, smonti il suo programma missilistico e tagli i finanziamenti ai suoi emissari.

Ma è improbabile che Trump riprenda la guerra contro l'Iran, secondo Pfeifle.

“Una delle cose che Mr. Trump e il suo segretario di stato hanno fatto recentemente è stata quella di dire che l'Operazione Epic Fury è finita, il che toglie dal tavolo, almeno, da un punto di vista retorico, la possibilità di rientrare in qualche operazione militare pesante,” ha detto Pfeifle.

Ora Trump è probabile che intensifichi la pressione economica sull'Iran attraverso il blocco statunitense e “faccia un'azione militare, magari attorno alla costa dello Stretto di Hormuz”, prendendo di mira le barche veloci dell'Iran, le piattaforme di lancio dei droni e i siti missilistici che minacciano le navi al blocco.

Trump potrebbe anche inasprire le sanzioni o continuare a spingere per forze navali europee e asiatiche per aiutare a scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Ma oltre a queste opzioni, Pfeifle ha avvertito, “non sono rimasti molti strumenti nella cassetta degli attrezzi”.

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I prezzi del petrolio salgono del 4 percento mentre Trump respinge la risposta dell'Iran 🚨 I prezzi del petrolio hanno continuato a salire dopo che Trump ha affermato che la risposta dell'Iran alla sua proposta era “inaccettabile”. I futures sul Brent sono aumentati di 4,16 dollari, ovvero 4,11 percento, raggiungendo i 105,45 dollari al barile questa mattina, mentre il West Texas Intermediate degli Stati Uniti era a 99,80 dollari al barile, in rialzo di 4,38 dollari, o 4,59 percento. La scorsa settimana, entrambi i contratti hanno registrato perdite settimanali del 6 percento con speranze per una fine imminente del conflitto di 10 settimane che consentirebbe il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, che rimane praticamente chiuso. Il CEO di Saudi Aramco, Amin Nasser, ha dichiarato domenica che il mondo ha perso circa 1 miliardo di barili di petrolio negli ultimi due mesi a causa della guerra. Ha affermato che i mercati energetici avranno bisogno di tempo per stabilizzarsi anche se i flussi riprendono. $SUI | $OSMO | $PSG #BREAKING #news #oil #TRUMP #iran
I prezzi del petrolio salgono del 4 percento mentre Trump respinge la risposta dell'Iran 🚨

I prezzi del petrolio hanno continuato a salire dopo che Trump ha affermato che la risposta dell'Iran alla sua proposta era “inaccettabile”.

I futures sul Brent sono aumentati di 4,16 dollari, ovvero 4,11 percento, raggiungendo i 105,45 dollari al barile questa mattina, mentre il West Texas Intermediate degli Stati Uniti era a 99,80 dollari al barile, in rialzo di 4,38 dollari, o 4,59 percento.

La scorsa settimana, entrambi i contratti hanno registrato perdite settimanali del 6 percento con speranze per una fine imminente del conflitto di 10 settimane che consentirebbe il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, che rimane praticamente chiuso.

Il CEO di Saudi Aramco, Amin Nasser, ha dichiarato domenica che il mondo ha perso circa 1 miliardo di barili di petrolio negli ultimi due mesi a causa della guerra. Ha affermato che i mercati energetici avranno bisogno di tempo per stabilizzarsi anche se i flussi riprendono.

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🚨 #Breaking Capital B Raises $18M for Bitcoin Treasury Firm $US $B $TRUTH French BTC firm Capital B has secured $18 million in funding. Notable investors include Adam Back, boosting the firm’s expansion plans. Source: Venture Capital Reports
🚨 #Breaking
Capital B Raises $18M for Bitcoin Treasury Firm
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French BTC firm Capital B has secured $18 million in funding. Notable investors include Adam Back, boosting the firm’s expansion plans.
Source: Venture Capital Reports
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🚨 #Breaking 🔥🐸 Il Team di Pepe Coin Annuncia un'enorme Distruzione di Token da $100M Per ridurre l'offerta, il team di PEPE brucerà il 10% dell'offerta circolante totale stasera. Aspettati un'enorme impennata di prezzo nei meme coin. Fonte: Account Ufficiale X di Pepe $US {future}(USUSDT) $B {future}(BUSDT) $SAGA {future}(SAGAUSDT)
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🔥🐸 Il Team di Pepe Coin Annuncia un'enorme Distruzione di Token da $100M
Per ridurre l'offerta, il team di PEPE brucerà il 10% dell'offerta circolante totale stasera. Aspettati un'enorme impennata di prezzo nei meme coin.
Fonte: Account Ufficiale X di Pepe

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🚨 #Breaking Ukraine Reports Russian Attacks Despite Global Ceasefire $US $B $TRUTH Drone strikes and battlefield clashes continue in Eastern Ukraine even as a US-brokered truce was supposed to be in effect. Source: UA Defense Feed
🚨 #Breaking
Ukraine Reports Russian Attacks Despite Global Ceasefire
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Drone strikes and battlefield clashes continue in Eastern Ukraine even as a US-brokered truce was supposed to be in effect.
Source: UA Defense Feed
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🚨 #Breaking 💻🔗 Microsoft Partners with Chainlink (LINK) for AI Data LINK will provide decentralized oracles for Microsoft’s latest Azure AI. LINK price has already jumped 15% on the news. Source: Microsoft Business Blog $US {future}(USUSDT) $B {future}(BUSDT) $SAGA {future}(SAGAUSDT)
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Source: Microsoft Business Blog

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🚨 #Breaking 🐋💼 BlackRock Adds $2B Worth of Bitcoin to Strategic Reserve The world's largest asset manager has increased its BTC holdings significantly. This institutional "Buy Signal" is driving FOMO across the board. Source: SEC Filing News $US {future}(USUSDT) $B {future}(BUSDT) $SAGA {future}(SAGAUSDT)
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🐋💼 BlackRock Adds $2B Worth of Bitcoin to Strategic Reserve
The world's largest asset manager has increased its BTC holdings significantly. This institutional "Buy Signal" is driving FOMO across the board.
Source: SEC Filing News

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🚨 #Breaking ⏸️💰 Mt. Gox Creditors Postpone $1B BTC Sell-Off $US $B $SAGA The much-feared sell-off has been delayed by another 6 months. This has removed a major "Black Swan" risk. Source: Trustee Report
🚨 #Breaking
⏸️💰 Mt. Gox Creditors Postpone $1B BTC Sell-Off
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The much-feared sell-off has been delayed by another 6 months. This has removed a major "Black Swan" risk.
Source: Trustee Report
🚨 NOTIZIE DALLA CRYPTOSFERA: 🇮🇷🇺🇸 L'Iran ha inviato una risposta multipagina alla proposta di pace degli Stati Uniti. Le differenze rimangono ampie. - L'Iran propone di porre fine alla guerra e riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz in cambio dell'alleggerimento del blocco da parte degli Stati Uniti. - Disposto a sospendere l'arricchimento dell'uranio, ma per un periodo più breve rispetto al moratorio di 20 anni proposto dagli Stati Uniti. - Rifiuta di smantellare completamente le strutture nucleari. - Offre di diluire una parte dell'uranio altamente arricchito e trasferire il resto a un paese terzo, ma solo con garanzie che verrà restituito se i colloqui falliscono o se gli Stati Uniti escono dall'accordo. - L'Iran richiede anche un completo sollevamento delle sanzioni, il ritorno dei fondi congelati e il continuo controllo iraniano dello Stretto. - Un cessate il fuoco in Libano è considerato una condizione fondamentale. - Le trattative continueranno tramite scambi scritti mediati dal Pakistan. L'Iran lo definisce "realistico e positivo." Washington non ha ancora risposto. #news #iran #US #Pakistan #BREAKING
🚨 NOTIZIE DALLA CRYPTOSFERA:

🇮🇷🇺🇸 L'Iran ha inviato una risposta multipagina alla proposta di pace degli Stati Uniti. Le differenze rimangono ampie.

- L'Iran propone di porre fine alla guerra e riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz in cambio dell'alleggerimento del blocco da parte degli Stati Uniti.
- Disposto a sospendere l'arricchimento dell'uranio, ma per un periodo più breve rispetto al moratorio di 20 anni proposto dagli Stati Uniti.
- Rifiuta di smantellare completamente le strutture nucleari.
- Offre di diluire una parte dell'uranio altamente arricchito e trasferire il resto a un paese terzo, ma solo con garanzie che verrà restituito se i colloqui falliscono o se gli Stati Uniti escono dall'accordo.
- L'Iran richiede anche un completo sollevamento delle sanzioni, il ritorno dei fondi congelati e il continuo controllo iraniano dello Stretto.
- Un cessate il fuoco in Libano è considerato una condizione fondamentale.
- Le trattative continueranno tramite scambi scritti mediati dal Pakistan.

L'Iran lo definisce "realistico e positivo." Washington non ha ancora risposto.

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🇮🇹⛽ Il gas è a $4.52. La Casa Bianca afferma che sta arrivando un "gusher di petrolio". Resta sintonizzato. - Il direttore NEC Kevin Hassett dice che una volta che lo Stretto riaprirà, i prezzi del petrolio potrebbero scendere "relativamente in fretta" e prima delle elezioni di metà mandato - La riapertura potrebbe richiedere "un mese o due" dopo un accordo - Goldman Sachs prevede che il Brent rimarrà sopra i $90 almeno fino alla fine dell'anno, indipendentemente da tutto - Le strutture petrolifere colpite durante la guerra potrebbero richiedere anni per essere riparate, avvertono le compagnie energetiche Il gusher sta arrivando. Prima o poi. Probabilmente prima di novembre. #CNNC #news #oil #GAS #BREAKING
🇮🇹⛽ Il gas è a $4.52. La Casa Bianca afferma che sta arrivando un "gusher di petrolio". Resta sintonizzato.

- Il direttore NEC Kevin Hassett dice che una volta che lo Stretto riaprirà, i prezzi del petrolio potrebbero scendere "relativamente in fretta" e prima delle elezioni di metà mandato
- La riapertura potrebbe richiedere "un mese o due" dopo un accordo
- Goldman Sachs prevede che il Brent rimarrà sopra i $90 almeno fino alla fine dell'anno, indipendentemente da tutto
- Le strutture petrolifere colpite durante la guerra potrebbero richiedere anni per essere riparate, avvertono le compagnie energetiche

Il gusher sta arrivando. Prima o poi. Probabilmente prima di novembre.

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BlockChain_UZB:
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