## La Guerra Senza una Fine Chiara
Due settimane dopo l'inizio del conflitto, il mondo sta ancora cercando di capire perché gli Stati Uniti abbiano lanciato una guerra contro l'Iran. Anche coloro che hanno avviato il conflitto sembrano incerti riguardo al suo obiettivo finale. A volte, l'obiettivo viene descritto come la distruzione della potenza militare iraniana; in altre occasioni, si tratta di un cambio di regime, di negoziati rinnovati o addirittura di una resa incondizionata.
Quando è iniziata la guerra, il tono suggeriva una vittoria rapida—quasi come se Teheran sarebbe caduta nel giro di pochi giorni. Invece, la realtà è stata piuttosto diversa. Piuttosto che fiori di benvenuto, i cieli sono stati riempiti di missili e droni, lasciando Washington ancora alla ricerca di un percorso chiaro per porre fine al conflitto.
## Contraddizioni Strategiche
Le prime affermazioni suggerivano che l'eliminazione della leadership iraniana avrebbe fatto collassare il sistema. Eppure, l'Iran ha rapidamente sostituito la propria leadership e ha mantenuto la stabilità statale. Nel frattempo, proposte come quelle di innescare rivolte interne o di schierare proxy regionali si sono rivelate politicamente rischiose e sono state silenziosamente abbandonate.
Nonostante centinaia di attacchi a obiettivi iraniani, l'Iran ha continuato a lanciare un gran numero di missili e droni. Questo solleva una domanda critica: se questa è una "capacità distrutta", come sarebbe la capacità totale?
## La Logica della Sopravvivenza
Per Washington, la vittoria richiede una narrativa convincente. Per Teheran, la definizione è più semplice—sopravvivenza. Se l'Iran emerge dalla guerra ancora in piedi come uno stato funzionante, può inquadrare quella sopravvivenza come un successo strategico.
La storia mostra spesso che gli stati feriti possono diventare più imprevedibili—e talvolta più pericolosi.
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