Calma prima della tempesta?
#WallStreet rebota tra tamburi di guerra e il fantasma del petrolio a 100 dollari
Dopo un periodo negativo di tre settimane che ha portato al
#SP500 ai suoi minimi dell'anno, i futures di Wall Street iniziano la settimana con un tono inaspettatamente rialzista. Gli investitori cercano di scrollarsi di dosso il pessimismo, spingendo i futures del
#NASDAQ un 1.18% e quelli del
#DowJones di quasi 350 punti, in un tentativo di recupero tecnico di fronte a un panorama geopolitico esplosivo.
Geopolitica in ebollizione: Il conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran scala dopo gli attacchi ordinati dal presidente Trump contro obiettivi militari nell'isola di Kharg. Sebbene l'infrastruttura petrolifera sia rimasta intatta, la minaccia di attacchi diretti a pozzi e installazioni, se il blocco nello Stretto di Hormuz continua, tiene il mercato in sospeso.
Petrolio in bilico: Il greggio WTI ha mostrato una volatilità estrema, superando i 100 dollari durante la notte per poi retrocedere del 3% fino a 95,68 dollari. La possibile creazione di una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti per scortare petroliere cerca di alleviare l'asfissia logistica nella regione.
Resilienza sotto sospetto: Nonostante l'S&P 500 sia a solo un 5% dai suoi massimi storici, analisti come Ed Yardeni avvertono che l'ottimismo sui profitti del 2026 e 2027 potrebbe ignorare le conseguenze sistemiche di una guerra prolungata.
L'attenzione del mercato si divide ora tra la conferenza GTC di Nvidia (il termometro del settore tecnologico) e la prossima riunione della Federal Reserve, dove, sebbene non si prevedano cambiamenti nei tassi, il tono sull'inflazione e la guerra sarà determinante.
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