Le azioni globali hanno chiuso la settimana modestamente in rialzo, ma l'azione dei prezzi è rimasta altalenante mentre i mercati continuavano a oscillare tra sollievo e difesa.
📌 Una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha limitato alcune parti dell'autorità tariffaria ha innescato un'iniziale spinta di sentimenti, ma la tariffa globale del 10% efficace dal 24 febbraio ha rapidamente reintrodotto incertezze e ha mantenuto l'appetito per il rischio condizionato.
📈 Negli Stati Uniti, il rimbalzo è stato guidato dalla tecnologia, portando l'S&P 500 a salire di circa l'1,1% nella settimana e il Nasdaq a salire di circa l'1,5%, mentre il Dow ha aggiunto solo circa lo 0,3%, suggerendo una leadership più ristretta piuttosto che una forza diffusa.
🔎 I segnali macroeconomici sono rimasti misti, con il PIL del Q4 che è rallentato all'1,4% mentre la pressione inflazionistica è rimasta persistente con il PPI di gennaio che è aumentato dello 0,5%, rafforzando l'idea che i tagli ai tassi a breve termine rimangano difficili a meno che l'inflazione non si attenui in modo più convincente.
🧭 Nei tassi, i Treasury sono aumentati e il rendimento a 10 anni è sceso sotto il 4%, mostrando che la posizione difensiva è ancora presente, sostenendo le valutazioni di crescita mentre si accenna al fatto che i rischi ciclici non sono completamente svaniti.
⚠️ La geopolitica ha contribuito a guidare un'inclinazione di avversione al rischio verso la fine della settimana, poiché le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno sollevato il premio per il rischio, mantenendo il prezzo del petrolio in rialzo di circa il 2-3% e supportando la domanda di beni rifugio mentre l'oro è rimasto elevato.
✅ Avvicinandosi all'inizio di marzo, i mercati rimarranno probabilmente molto sensibili ai titoli tariffari, agli sviluppi in Medio Oriente e alle principali pubblicazioni di lavoro e inflazione, favorendo la rotazione e una leadership selettiva piuttosto che una rottura pulita e ampia.
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